Le ultime volontà: cosa dice la legge a proposito del testamento

Le ultime volontà: cosa dice la legge a proposito del testamento

 

Fare testamento è senza dubbio una pratica non molto piacevole, perché legata al pensiero della morte. Ha comunque uno scopo positivo, ossia quello di aiutare i nostri cari quando non potremo più farlo direttamente.

Questa scelta, del tutto spontanea, comporta però una serie di attenzioni e accorgimenti affinché risulti valida a tutti gli effetti: in assenza dei requisiti di cui vi parleremo il testamento risulterebbe non regolare secondo i principi di legge, e potrebbe essere annullato.

Il legislatore si occupa di questa materia nel Codice Civile, Libro II, Titolo III ("delle successioni testamentarie") e in particolare sancisce che un testamento si ritiene regolare quando non presenta difetti di forma, secondo gli articoli 606 comma II e 619 comma II del Codice Civile. Inoltre, il testamento è valido quando il testatore non è affetto da infermità naturale e possiede la soglia minima di età richiesta, ovvero i 18 anni, come previsto dall’articolo 591 del Codice Civile.

Quando una di queste norme non viene rispettata, il testamento può essere annullato, e si prescrive cinque anni dopo il giorno della data di esecuzione delle sue disposizioni.

Il testamento può essere di due tipi: olografo, cioè scritto interamente dal testatore, o notarile, cioè scritto tramite un notaio attraverso un atto pubblico.
Nel primo caso è quindi il testatore stesso che scrive di proprio pugno, e sigla il testamento con data e firma. In genere questo viene custodito dalla persona, o dalle persone, che saranno i beneficiari, i quali dovranno recarsi da un notaio per la pubblicazione non appena il testatore sarà deceduto.
Questa tipologia di testamento offre il vantaggio di poter disporre dei propri beni con tutta libertà. Tuttavia, può bastare un piccolo errore di forma per renderlo annullabile.
Il testamento pubblico, invece, viene stilato da un notaio in presenza di due testimoni. Nel caso il testatore non fosse in grado di leggere, i testimoni dovranno essere quattro. Nel momento in cui verrà a mancare il testatore, sarà compito del notaio contattare gli eredi. Ovviamente, questo servizio avrà per il testatore dei costi, solitamente molto onerosi.

C’è infine una terza possibilità: quella del testamento segreto. Questo documento può essere redatto dal testatore ma anche da una persona diversa. Nel primo caso, sarà sufficiente una sola firma dell’interessato, alla fine. Se scritto da una terza persona, invece, ogni foglio dovrà essere siglato.
Il testamento segreto verrà chiuso e sigillato in una busta e consegnato in presenza di due testimoni a un notaio, che lo renderà pubblico solo dopo la morte del testatore.

Ogni testatore può dividere i propri beni come meglio ritiene, ma ciò è possibile solo nel rispetto della legge, la quale prevede che una parte dell'eredità spetti comunque ai parenti più stretti.

Nel caso in cui non venga disposto alcun testamento, l’eredità verrà divisa tra gli eredi legali, secondo il diritto successorio.

In mancanza di parenti diretti, la divisione può arrivare fino ai cugini e ai loro figli.

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